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Robotics Weekly: Isaac GR00T di Nvidia, la scommessa nascosta di Sam Altman e il nuovo Ojai di Waymo
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Robotics Weekly: Isaac GR00T di Nvidia, la scommessa nascosta di Sam Altman e il nuovo Ojai di Waymo

Il riepilogo di questa settimana copre il nuovo design di riferimento Isaac GR00T di Nvidia e Unitree, l'investimento di Sam Altman nella startup stealth Alfred e il lancio da parte di Waymo del robotaxi Ojai costruito appositamente. Esploriamo anche il nuovo laboratorio di ricerca di Wayve, l'espansione di Serve Robotics nei servizi di lavanderia e uno studio sugli impatti del traffico dei robotaxi.

Podcast В· 3 min

01

Nvidia e Unitree lanciano il design di riferimento Isaac GR00T

Nvidia ha collaborato con Unitree e la singaporiana Sharpa per introdurre il Reference Humanoid Isaac GR00T. Questa piattaforma integra un corpo Unitree H2 Plus alto quasi sei piedi con il modulo di calcolo Jetson Thor basato su Blackwell di Nvidia e le mani tattili di Sharpa, il tutto eseguito su uno stack AI open source. Il design è pensato per fornire una base hardware e software standardizzata per i ricercatori. Offrendo un design di riferimento unificato, Nvidia mira a standardizzare il processo di sviluppo, consentendo ai ricercatori di confrontare i risultati su un piano di parità invece di reinventare gli stack hardware. L'iniziativa include il supporto di importanti istituzioni come Stanford, ETH Zurigo e UC San Diego, con unità che dovrebbero essere spedite alla fine del 2026. Questa mossa posiziona Nvidia come il livello infrastrutturale critico per l'AI fisica, rispecchiando il suo ruolo dominante nell'addestramento AI cloud. Ancorando la piattaforma al proprio silicio ed ecosistema software, Nvidia sta effettivamente stabilendo lo standard per la prossima generazione di ricerca e implementazione umanoide.

02

Sam Altman sostiene la startup stealth di robotica Alfred

Si dice che l'amministratore delegato di OpenAI Sam Altman stia sostenendo Alfred, una startup stealth di nove mesi con sede a Hawthorne, California. L'azienda sta sviluppando strumenti software progettati per accelerare i cicli di R&S per robot e veicoli elettrici, affrontando i complessi processi di ingegneria manuale che attualmente rallentano lo sviluppo. La startup è guidata dall'ex designer di Tesla Ankit Ukil e dall'ex ingegnere di Meta Reality Labs Dömötör Gulyas, con un team composto da veterani di Tesla, Ford e Honda. Alfred si concentra sull'automazione del 'lavoro pesante' dell'ingegneria, con l'obiettivo di fornire strumenti che aiutino i produttori a colmare il divario di funzionalità con i concorrenti avanzati. Sebbene l'azienda sia ancora in stealth, è già in trattative con case automobilistiche, aziende della difesa e società di robotica. L'investimento evidenzia la tendenza crescente del flusso di capitali verso il livello software dell'AI fisica, mentre gli investitori guardano oltre l'hardware verso gli strumenti che consentiranno la prossima ondata di innovazione robotica.

03

BYD conferma lo sviluppo interno di umanoidi

Il gigante cinese dei veicoli elettrici BYD ha confermato di sviluppare robot umanoidi internamente, con piani per utilizzare potenzialmente la sua rete globale di concessionari per future vendite e dimostrazioni. Il programma 'Yao‑Shun‑Yu' dell'azienda avrebbe raggiunto un prototipo di settima generazione, con circa 150 unità attualmente in fase di sperimentazione sulle sue linee di produzione. BYD considera l'AI automobilistica e la robotica come tecnologie di base condivise. L'azienda intende operare una piattaforma aperta, costruendo le proprie macchine e ospitando anche partner, simile al suo modello ad alta intensità di fornitori nel settore automobilistico. Ha già acquisito partecipazioni strategiche in aziende di robotica come PaXini e AgiBot. In caso di successo, la scala produttiva di BYD e la sua impronta di vendita al dettaglio esistente potrebbero consentirle di commercializzare rapidamente gli umanoidi. Sebbene la strategia della rete di concessionari rimanga speculativa, la capacità dell'azienda di integrare i robot nelle proprie fabbriche fornisce un banco di prova significativo per l'implementazione nel mondo reale.

04

Waymo presenta il robotaxi Ojai

Waymo ha iniziato a dare ad alcuni selezionati passeggeri l'accesso all'Ojai, un nuovo robotaxi minivan elettrico costruito appositamente, sviluppato in collaborazione con il produttore cinese di veicoli elettrici Zeekr. Il veicolo è progettato per migliorare l'economia della flotta e la scalabilità, con un'altezza di accesso ridotta, pavimento piatto e porte scorrevoli per una migliore accessibilità dei passeggeri. L'Ojai funziona con lo stack di guida autonoma di sesta generazione di Waymo, che include 13 telecamere, quattro unità lidar e sei sensori radar. Mentre i veicoli sono prodotti in Cina, Waymo ha confermato che tutto il software connesso alla Cina viene rimosso prima dell'importazione. Questo lancio arriva mentre Waymo cerca di superare le sfide operative, incluse le sospensioni del servizio in varie città a causa di problemi legati alle condizioni meteorologiche. Una piattaforma costruita appositamente in grado di gestire condizioni più difficili è una necessità strategica per l'azienda per colmare il divario tra la promessa dei robotaxi e una realtà commerciale affidabile su larga scala.

05

Studio scopre che i robotaxi non riducono la congestione del traffico

Un nuovo studio biennale sulle operazioni di Waymo in California suggerisce che i robotaxi non riducono significativamente la congestione del traffico urbano. Analizzando circa 14 milioni di viaggi e 86 milioni di miglia percorse, i ricercatori hanno scoperto che solo il 54% di quelle miglia trasportava un passeggero, indicando un persistente problema di 'miglia vuote' simile a quello dei tradizionali servizi di ride-hailing come Uber e Lyft. Lo studio evidenzia che, poiché molti viaggi in robotaxi sono brevi e spesso sostituiscono camminare, andare in bicicletta o i trasporti pubblici piuttosto che l'uso dell'auto privata, il loro effetto netto sul carico di traffico è minimo. I risultati rispecchiano i dati precedenti sul ride-hailing guidato da umani, suggerendo che l'autonomia da sola non è una panacea per la congestione urbana. Questi dati pongono una sfida per regolatori e operatori. Senza interventi politici come limiti ai viaggi a vuoto o requisiti di maggiore occupazione, le città rischiano di consolidare un sistema che aumenta le miglia percorse dai veicoli sotto la parvenza di efficienza high-tech.

06

Serve Robotics si espande nei servizi di lavanderia

Serve Robotics ha lanciato un programma pilota a Los Angeles per utilizzare i suoi robot di consegna sui marciapiedi per servizi di lavanderia, in collaborazione con il servizio on-demand NoScrubs. Il pilota mira ad aumentare l'utilizzo della flotta dell'azienda durante le 'ore morte' tra i picchi di consegna dei pasti. Il servizio sfrutta la flotta esistente di circa 500 robot di Serve a Los Angeles, consentendo all'azienda di generare entrate aggiuntive senza la necessità di nuovo hardware. Questa mossa segna la prima espansione di Serve oltre la consegna di cibo, fungendo da caso di prova per potenziali future applicazioni nella logistica di lavanderia a secco, farmacia e generi alimentari. Mentre Serve continua a bruciare liquidità, ottimizzare l'economia unitaria attraverso un maggiore utilizzo dei robot è fondamentale. L'azienda affronta la concorrenza di rivali come Starship, Nuro e Kiwibot, rendendo il successo di questa strategia di diversificazione importante per dimostrare che il modello di consegna sui marciapiedi può scalare oltre il cibo.

07

Wayve lancia un laboratorio di robotica dedicato

La startup britannica di guida autonoma Wayve ha lanciato Wayve Labs, una nuova unità di ricerca focalizzata sull'AI incarnata oltre le applicazioni automobilistiche. Guidato dall'ex ricercatore Microsoft e capo scienziato di Wayve Jamie Shotton, il laboratorio esplorerà argomenti all'avanguardia come il ragionamento spaziale, la causalità e il processo decisionale consapevole del rischio in ambienti fisici. Sebbene non ci siano piani immediati per la commercializzazione, il laboratorio sta attivamente assumendo e costruendo un team per sfruttare i dati di guida nel mondo reale e le risorse di calcolo esistenti di Wayve. L'iniziativa segue un round di finanziamento da 1,5 miliardi di dollari all'inizio di quest'anno sostenuto da Microsoft, Nvidia, Uber e Mercedes-Benz. La strategia di Wayve differisce da concorrenti come Waymo e Tesla, che stanno costruendo sistemi chiusi. Posizionando il suo stack di AI incarnata come potenziale infrastruttura per altre aziende di robotica, Wayve Labs mira a creare un livello tecnologico fondamentale che potrebbe alimentare un'ampia gamma di future applicazioni robotiche.

08

Esoscheletro simula l'assenza di gravità sulla Terra

Ricercatori del DFKI e dell'Università di Duisburg-Essen hanno sviluppato un esoscheletro robotico guidato dall'AI progettato per simulare condizioni di microgravità sulla Terra. La tuta stima il peso del braccio di chi la indossa e applica controforze per imitare la sensazione di assenza di peso, consentendo agli astronauti di addestrarsi per compiti di precisione richiesti sulla Luna e su Marte. Il sistema è stato testato durante i voli parabolici Airbus Zero-G, dove i volontari hanno eseguito compiti su touchscreen durante archi di microgravità di 22 secondi. La metà dei partecipanti si è addestrata con l'esoscheletro per un mese, fornendo ai ricercatori dati su come l'assenza di peso simulata si confronta con le condizioni reali. Oltre all'addestramento degli astronauti, la tecnologia ha potenziali applicazioni in campo sanitario come strumento neurotecnologico a basso costo. Potrebbe aiutare i pazienti colpiti da ictus a reimparare le capacità motorie fini, dimostrando come la ricerca specializzata in robotica spaziale possa produrre benefici pratici per la riabilitazione terrestre.